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cartina del mparco
 

LA CATTEDRALE VEGETALE

 
di Giuliano Mauri
 

“... La cattedrale Vegetale composta da cinque o sette navate formate da un centinaio di colonne di rami intrecciati, alti sino a quindici metri; all'interno di ognuna di esse viene piantato un faggio. Le piante crescono cinquanta centimetri all'anno, tramite potatura annuale formeranno nel tempo una vera e propria cattedrale. Circa venti anni, la natura prenderà il sopravvento, gli artifici costruiti, per accompagnare la crescita delle piante marciranno lasciando il posto ai faggi, un'architettura interamente ecologica dove ciò che non è più necessario si corrode. Il processo, l'ideazione, la costruzione e l'evoluzione è in perenne movimento ed esprime la volontà archetipa dell'uomo di pregare la natura coltivando il suo sviluppo e la sua forza...”
Giuliano Mauri a Paola Tognon, 2008, dopo la visita sul Monte Arera

 

La Cattedrale Vegetale è un’opera di Giuliano Mauri, riconosciuto artista internazionale purtroppo scomparso nella primavera del 2009 lasciando numerosi progetti ancora in fase di realizzazione, come quello ai piedi del Monte Arera, coordinato nelle sue fasi finali dal figlio Roberto, a partire dalle indicazioni, dai progetti e dai disegni del padre. La Cattedrale Vegetale del Monte Arera è quindi un'opera speciale che ricorda la determinazione creativa di Giuliano Mauri che ne ha seguito con particolare passione le fasi progettuali, trovando nelle pendici e nelle alture del Monte Arera un luogo di rara bellezza e intensità.

La Cattedrale è un centro propulsivo e attrattivo di forte impatto culturale e ambientale e un monumento evocativo, costruito interamente da materiale vegetale autoctono, secondo l’antica arte dell'intreccio e della costruzione vegetale che da sempre ha accompagnato la relazione uomo natura, esplorata in tutta la carriera artistica di Giuliano Mauri.

La Cattedrale è stata realizzata su un dosso isolato e circondato da una cortina naturale di alberi, sull’avvio del percorso di salita verso il Monte Arera. Sorge in un contesto naturalmente isolato e intimo dal quale è possibile godere della vista delle cime del Pizzo Arera e dell'Alben, oltre che delle vallate circostanti, ma è facilmente raggiungibile a piedi anche da escursionisti poco esperti.

La sua ideazione prevede negli anni la crescita di alberi ad alto fusto all'interno di 42 colonne costruite interamente da materiale vegetale, come i pali di abete, le piante di faggio, i rami di nocciolo e di castagno. Sarà la natura quindi a dare vita con il passare del tempo alla futura cattedrale a 5 navate che nel frattempo sarà diventata, con la sua intensità e l’energia dei materiali usati, un luogo indimenticabile e accogliente, fonte di benessere e di riconciliazione. L'opera infatti - per ideazione, dimensioni e potenza evocativa – potrà essere punto di partenza e di arrivo delle numerose escursioni possibili in questa zona delle Orobie, come i sentieri dei Fiori e delle Farfalle, dove ammirare, da punti di osservazioni molteplici e privilegiati, la suggestione dello splendido paesaggio in cui è inserita offrendo al visitatore la possibilità di una scoperta singolare e variabile.

Le dimensioni dell'architettura vegetale, le sue trasparenze e il rimando strutturale alle cattedrali gotiche potranno inoltre essere il teatro naturale di eventi e spettacoli, un luogo di aggregazione per momenti formativi ed educativi, funzionali allo sviluppo di un rapporto rispettoso e innovativo fra uomo e natura.

 

Giuliano Mauri (Lodi, 1938 – 2009) - cenni biografici

“...nel mio lavoro mi piaceva immaginare di pormi in relazione con la vicenda naturale , senza recare offesa, senza cercare di prevaricarne il corso: sognavo di stabilire un colloquio, non di vantare un gesto. E il dialogo con la terra, il fiume, i vegetali mi accomunava nella volontà di crescere, di tendere a un cielo non più lontano, bensì fisicamente immanente”
Da: Decio Giulio, Riccardo Carugati, Giuliano Mauri, 2003 Electa, Milano

 

Nato a Lodi Vecchio nel 1938, Giuliano Mauri è stato protagonista internazionale di numerosi interventi ambientali, museali e teatrali in Italia e all'estero attraverso un lavoro che lo ha identificato come principale interprete italiano e artista di fama mondiale all'interno di un movimento artistico che ha lavorato e lavora tra land art, art in nature, installazioni e scultura e il cui presupposto fondamentale si basa sul rapporto tra uomo e ambiente naturale.
L'opera di Giuliano Mauri - riconoscibile nella relazione tra arte e architettura sviluppata attraverso grandi installazioni abitabili e realizzate con materiali naturali come legno, terra, arbusti e corde - si configura come segno artistico innovativo che trova nel tempo e nell'andamento di crescita naturale degli elementi vegetali accolti al suo interno, una dimensione critica e sperimentale di fortissima attualità.
Tra i suoi lavori si ricordano i grandi “Mulini” che girano per un vento immaginario, la “Scala del Paradiso” lunga centoquaranta metri, il Bosco sull’isola alla sorgente del Tormo nel lodigiano, gli osservatori estimativi a Gorliz, in Germania, e a Sgorzelec, in Polonia, realizzati per invitare i due popoli di due terre di frontiera a osservarsi lasciando alle spalle il peso di una storia che li ha contrapposti.
Nel 2001 edifica per Arte Sella la sua prima “Cattedrale Vegetale” da un'idea elaborata in oltre dieci anni di riflessione e progettazione che oggi richiama oltre 10 mila visitatori all’anno. Una cattedrale lignea composta da tre navate rette da 80 colonne di rami intrecciati che racchiudono al loro interno un giovane carpino destinato, crescendo, a restare testimone dell’idea artistica e del percorso naturale condiviso dall'uomo.
Nello stesso anno, allo sferisterio di Macerata, Mauri progetta la celebre scenografia naturale della “Norma” per Claudio Abbado. Nel 2003 per la mostra “Le città invisibili” alla Triennale di Milano realizza “Zenobia”, una grande sfera risalibile all’interno mediante un sistema circolare a palafitta sorretto da rami. Numerose poi le chiamate in Italia e all'estero negli anni seguenti tra cui si ricordano le grandi opere-installazioni a Carvico (il “Reattore”, una cupola di venti metri costruita intorno a una sorgente d’acqua); la Voliera per Umani nel Parco di Monza e il teatro alle foci del Bisenzio a Cantagallo.
Significative, nonostante il carattere schivo e la grave malattia sofferta negli ultimi anni di vita, le sue  partecipazioni alle grandi esposizioni internazionali tra cui si ricorda già nel 1976 quella alla Biennale di Venezia.

 

Selezione delle principali esposizioni e opere ambientali

1976 Biennale Internazionale di Venezia – 1977 “la Giostra” “I Settimana della Performance” Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna; Sant’Agostino, Piacenza – 1978 “Metafisica del quotidiano” Galleria d’Arte Moderna, Bologna – 1979 “Le erbe grame non muoiono mai” Galleria d’Arte Moderna, Modena; Galleria Comunale d’Arte Moderna, Ancona; “Other Child Book” Slovenj Gradec, Warzawa (PL); Casa del Mantenga, Mantova – 1980 “Mulni a Vento”, Lodi – 1981 “Casa dell’Uomo Raccoglitore” Sant’Agostino, Bergamo; “Codici Acquatici” Fiume Adda, Lodi – 1982 “Scale del Paradiso” fiume Adda, Lodi; “Scale del Paradiso” Cefalù; Mercato del Sale, Milano – 1983 “Altari Vegetali” Galleria Il Gelso, Lodi – 1984 “La Città del Sole” Lodi; “Zeppelin Vegetale” Galleria Quanta, Milano – 1985 “Senza Titolo” Lodi; “Accampamento Padano” “Milanopoesia”, Milano; “Casa dell’Uomo”, Milano; “Casa dell’Uomo”, Sassello – 1986 “La Terra del Cielo” San Carpoforo, Milano; “Cornucopia” Studio Bassanese, Trieste; Galleria Il Gelso, Lodi – 1987 “Le Trombe del Paradiso” Pegognaga – 1988 “Canti dell’esilio d’Occidente” Sant’Arcangelo di Romagna; “Bosco sull’isola” fiume Tormo, Lodi; “Spore Vegetali” Villa Barzino, Busalla – 1989 “Shakti I” Copenhaghen (DK) – 1991 “Nidi”, Monteciccardo – 1992 “Albero dei cento nidi”, Lodi; XXXVII Triennale, Milano; “Torre Vegetale” Arte Sella, Borgo Valsugana, Val Sella; “Progetti” Toplitz (D); “Culla per poeti” Teramo; “Arpa Eolica” “Tikon” Tranekaer (DK); “Isole vaganti”, fiume Adda, Lodi – 1993 “Greifenhain” Berlin (D); “Art in Nature” “Symposium”, Hannover (D); “Athenaeum”, Padiglione Italia, Chicago (USA); “Cattedrale Vegetale” Cottbus (D); “Cupole Geovegetative”, Kultur Konzepte Sprengel, Munchen (D); “Tane della Memoria” Kultur Konzepte Sprengel, Munchen (D) – 1994 “Spore” XII Biennale d’Arte, Penne (Pe) – 1995 “Eremo Davide Lazzaretti” “Spirale Vegetale”, Parco Faunistico dell’Amiata, Arcidosso (Gr); “Camera di decompressione” MAP Museo d’Arte Paolo Pini, Affori (Mi); “Natura e Architettura” Mole Antonelliana, Torino; “Cornucopia” Foce del Fiume Roia, Ventimiglia (Im); “Spirale Agricola” Schlossplatz, Stuttgart (D); “Progetto per ipotesi di un nuovo ponte a Sarajevo” Amnesty International – 1996 “Osservatori per talpe” Fondazione Mudima, Milano; “Biennial of Art and Nature”, Berndorf (A); “Scavare il futuro” Cagliari; “Ciclico Gerundo” località Tre Cascine, Lodi; “Piatto Solare” Fondazione Mudima, Parco di Quarto Oggiaro, Milano – 1997 “Ricognizione su Giuliano Mauri” Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bergamo; “Casa della memoria” Laumeier Sculture Park & Museum, St. Louis (USA) – 1998 “La Cabane” conferenza di G. Tinberghien su Giuliano Mauri, Centre Georges Pompidou, Paris (F); “Art and Nature Triennial” Odsherred (DK); Rockefeller Foundation, New York; “Grandi cesti per ceppi di castagno” “King Wood” Challock (UK) – 1999 “Progetti per un ponte” “Parkhaus am Bahnhof”, Gorlitz (D) – 2001 “Osservatori estimativi”, fiume Neysa, confine tra Germania (Gorlitz) e Polonia (Zgorzelec); “Cattedrale Vegetale” località Malga Costa, Borgo Valsugana, Val Sella; “Norma” Sferisterio, Macerata – 2002 “Stromatoliti” Galleria Phoenix Etrusca, Capalbio (Li); “Anfora” “Utopie quotidiane”, PAC – padiglione di Arte Contemporanea, Milano; “Zenobia” “La visione dell’invisibile” Triennale, Milano – 2003 Progetti per “Spirale Agricola” “Buga” Monaco (D); “Cattedrale Arborea” Lubeck (D) – 2004 “Tempio vegetale”, Lestizze (Ud); “Paesaggi dell’Immaginario”, Politecnico di Milano – 2005 “Zattere migranti”, Gallomatese (Ce); “Cellule abitative”, Scuole statali, Stoccarda (D); Fondazione “Cesar Manrique”, Lanzarote (E) – 2005 - 2007 “Voliera per umani”, Parco di Monza – 2007 - 2008 Anfiteatro alle foci del Bisenzio, Cantagallo (Po) 2008 Como, l'arte del tessere, sedi varie nella Città.

 
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