Benvenuti
nel Parco delle Orobie Bergamasche

Procedura semplificata di valutazione di incidenza

Ai sensi dell’art. 6, comma 6 bis, dell’allegato C della D.g.r. del 8 agosto 2003, n. VII/14106 (e succ. mod. ed int.), possono essere sottoposti a procedura semplificata di valutazione di incidenza interventi di limitata entità riferibili alle tipologie esemplificative individuate a seguire.

1 – Interventi edilizi

a.
interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia di edifici e loro spazi accessori non finalizzati a destinazione produttiva, che comportino aumenti di superficie o di volume non superiori al 20% del preesistente;

b.
ampliamento di fabbricati esistenti e loro spazi accessori aventi destinazione produttiva (caseifici, fienili, rimesse, stalle, ecc.) in adeguamento a specifiche norme igienico-sanitarie, contenuti nel 20% della superficie o del volume preesistenti;

c.
realizzazione di depositi per acqua o gas per utenze domestiche o agricole, se interrati comportanti scavi di alloggiamento non superiori a 15 m3, e posa delle relative condotte di allacciamento interrate;

d.
realizzazione di brevi tratti di condotte interrate per l’allacciamento elettrico, idrico, fognario, ecc., di fabbricati, ivi compresa la realizzazione scarichi di acque reflue e di reti fognarie;

e.
scavi e riporti di entità limitata in aderenza o prossimità dei fabbricati volti al risanamento, ristrutturazione o sistemazione esterna;

f.
realizzazione di opere di drenaggio per la regimazione idrica superficiale nell’area di pertinenza degli edifici, finalizzata al consolidamento o alla manutenzione;

g.
realizzazione di piccoli fabbricati e/o tettoie e/o box auto (di pertinenza ad una unità abitativa) di volume massimo 50 m3 e contestuale superficie planimetrica massima di 30 m2, quali depositi per gas, acqua, latte, fieno, attrezzature agricole, legnaie, punti di osservazione, con esclusione di uso abitativo anche temporaneo, a condizione che non comportino perdita di habitat prioritari;

h.
realizzazione di manufatti accessori agli edifici quali cordoli, muretti, recinzioni di contenuta dimensione, percorsi pedonali, pavimentazioni circostanti gli edifici, pannelli solari, a condizione che non comportino perdita di habitat;

i.
interventi edilizi di qualsiasi natura, compresa la nuova costruzione, purché realizzati all’interno dei centri edificati, così come individuati nelle deliberazioni comunali di riferimento, ossia, per ciascun centro o nucleo permanentemente abitato, delimitati dal perimetro continuo che comprende tutte le aree edificate con continuità ed i lotti interclusi;

j.
interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che non ricadono nelle cause di esclusione dalla procedura di valutazione di cui al comma 6, art. 6, dell’allegato C della D.g.r. del 8 agosto 2003, n. VII/14106 (e succ. mod. ed int.).

2 – Interventi sulla rete viaria e sentieristica

a.
sistemazione di piste forestali ed altre infrastrutture forestali conformi ai piani di assestamento o di indirizzo forestale che abbiano superato positivamente la valutazione d’incidenza;

b.
manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e sentieri compresa la realizzazione di nuovi brevi tratti di muratura, la realizzazione di piccole opere di regimazione quali cunette laterali, canalette trasversali, caditoie, selciatoni di attraversamento, piccoli ponti, ecc;

c.
realizzazione di brevi tratti di protezione laterale, realizzazione di piazzole di scambio e di sosta, posa di segnaletica, ripulitura della sede viaria e delle scarpate dalla vegetazione ostacolante il transito;

d.
limitati allargamenti e/o pavimentazioni della sede viaria;

e.
rifacimento e/o nuova realizzazione di muri di sostegno e controripa;

f.
interventi di stabilizzazione delle scarpate a monte ed a valle con tecniche di ingegneria naturalistica, con esclusivo impiego di specie autoctone.

3 – Interventi agronomico-forestali

a.
realizzazione di staccionate in legno, piccole muracche a secco, arredi e segnaletica conformi alle norme regionali e ai quaderni delle opere-tipo;

b.
realizzazione di recinzioni di vario tipo purché autorizzate e di limitata estensione;

c.
recinzioni a carattere provvisorio per il contenimento del bestiame da pascolo;

d.
realizzazione di siepi e/o filari con esclusivo impiego di specie autoctone;

e.
realizzazione di orti o seminativi o coltivazioni di piccoli frutti, ecc., per una superficie inferiore a m2 500, a condizione che non comportino perdita di habitat;

f.
interventi di gestione forestale conformi alle Norme Forestali Regionali e che devono essere sottoposti a valutazione d’incidenza;

g.
utilizzazioni e interventi di gestione forestale, interventi agronomici e di decespugliamento previsti da piani di assestamento e/o di indirizzo forestale e/o pascolo, ecc., con valutazione d’incidenza positiva, la cui attuazione sia stata specificatamente rinviata a singole valutazioni d’incidenza;

h.
impianti di gru a cavo provvisori per l’esbosco di prodotti forestali;

i.
interventi urgenti finalizzati alla difesa fitosanitaria e alla conservazione del bosco;

j.
interventi previsti da piani antincendio boschivo con valutazione d’incidenza positiva, la cui attuazione sia stata specificatamente rinviata a singole valutazioni d’incidenza;

k.
pulizia autorizzata di canali e rogge;

l.
piccole opere provvisorie di attingimento e distribuzione idrica, per uso agricolo e d’alpeggio.

4 – Altri interventi

a.
piccole sistemazioni di corsi d’acqua con tecniche di ingegneria naturalistica che prevedano l’impiego di specie autoctone e che non determinino limitazioni nei movimenti della fauna;

b.
impianti di illuminazione in prossimità delle abitazioni entro o in prossimità dei centri urbani;

c.
manutenzione di supporti per il posizionamento di ripetitori, trasmettitori, antenne e simili;

d.
interventi di manutenzione ordinaria ad opere di regimazione idraulica già esistenti;

e.
interventi di manutenzione ordinaria di limitata entità ad impianti idroelettrici già esistenti;

f.
scavi per sondaggi geognostici e simili;

g.
prelievo di reperti faunistici, vegetazionali, mineralogici e simili in numero limitato per comprovata attività di ricerca scientifica;

h.
manifestazioni varie (eventi sportivi, raduni, ecc.) di durata non superiore a giorni 3 realizzati in piazzali e/o presso strutture esistenti o condotti sulla rete stradale e senti eristica esistente;

i.
attività di campeggio in aree autorizzate, compresa realizzazione di piccoli manufatti accessori a carattere provvisorio;

j.
opere di approvvigionamento idrico (vasche di accumulo, rete di adduzione e di distribuzione) e piazzole d’emergenza per approvvigionamento idrico tramite elicottero;

k.
viali e fasce tagliafuoco;

l. realizzazione e/o riattivazione di appostamenti fissi da caccia.

Il Parco delle Orobie Bergamasche si riserva comunque la possibilità di:


sottoporre le proposte d’intervento, pur ricomprese nelle tipologie esemplificative, alla procedura ordinaria di valutazione, anche in corso d’opera, qualora ritenuto opportuno;


sottoporre eventuali varianti in corso d’opera (che dovranno essere comunicate all’ente gestore) a valutazione ordinaria di incidenza, qualora ritenuto opportuno;


sottoporre a procedura semplificata altre tipologie di intervento non incluse nell’elenco, qualora ritenute analoghe e comunque di limitata entità riguardo agli impatti sugli habitat e le specie tutelate;


sottoporre a procedura semplificata tipologie di intervento incluse nell’elenco e aventi caratteristiche/dimensioni diverse di quelle ivi contenute, qualora ritenute analoghe e comunque di limitata entità riguardo agli impatti sugli habitat e le specie tutelate;


impartire modalità di realizzazione degli interventi per mitigarne i possibili effetti, anche a scopo cautelativo;


aggiornare e integrare l’elenco delle tipologie esemplificative con proprio atto.

La procedura semplificata si può applicare secondo una delle seguenti modalità:

A. Autovalutazione di assenza di incidenza significativa

Il proponente l’intervento deve presentare al Parco delle Orobie Bergamasche dichiarazione di non incidenza significativa sul sito di rete Natura 2000, compilando gli appositi moduli (allegato 1 e modello 1b) e allegando una relazione con breve descrizione dell’intervento, rappresentazione cartografica con localizzazione dell’intervento su base C.T.R. 1:10.000 e documentazione fotografica dell’area di intervento. Entro 30 giorni dalla ricezione della documentazione, l’ente può respingere l’autovalutazione e/o richiedere le integrazioni ritenute più opportune e necessarie per consentire la corretta valutazione dell’intervento proposto. Entro il termine – definito dall’art. 5, comma 6 del D.P.R. n. 357/1997 e dall’art. 6, comma 5, dell’allegato C della D.g.r. n. VII/14106 – di 60 giorni dalla ricezione della documentazione, il Parco, con apposito provvedimento, prende atto dell’autovalutazione impartendo, anche a scopo cautelativo, le opportune prescrizioni relative alle modalità di realizzazione dell’intervento. Nel caso in cui siano richieste integrazioni, il termine per l’espressione del provvedimento finale decorre nuovamente dalla data in cui le integrazioni pervengono all’ente gestore del sito.

B. Valutazione di incidenza sulla base dell’analisi diretta della documentazione progettuale

Il proponente l’intervento deve presentare richiesta di attivazione della procedura al Parco, compilando gli appositi moduli (allegato 1 e modello 1c) e allegando la documentazione progettuale, che dovrà contenere anche indicazioni sull’organizzazione ed occupazione di aree di cantiere e/o sulle modalità di accesso. La documentazione dovrà prevedere anche l’individuazione dell’area di intervento su base C.T.R. 1:10.000 in rapporto alla delimitazione degli habitat di rete Natura 2000. Entro 30 giorni dalla ricezione della documentazione, qualora questa risulti inadeguata o insufficiente per consentire la corretta valutazione dell’intervento proposto, l’ente può chiedere le integrazioni che ritiene opportune o, altresì, la redazione dello studio di incidenza, assoggettando l’intervento alla procedura di valutazione ordinaria. Entro il termine di 60 giorni dal ricevimento della documentazione, ai sensi dell’art. 5, comma 6 del D.P.R. n. 357/1997 e dell’art. 6, comma 5 dell’allegato C della D.g.r. n. VII/14106, il Parco si esprime con proprio atto in merito alla valutazione di incidenza. Nel caso in cui siano richieste integrazioni, il termine per l’espressione del provvedimento finale decorre nuovamente dalla data in cui le integrazioni pervengono all’ente gestore del sito.

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