Parco delle Orobie Bergamasche
 
DOVE SI TROVA
cartina del mparco
 
TERRITORIO
 

Il territorio è assai vario: su queste montagne si trovano, infatti, estesi boschi, praterie di vario tipo che ospitano flora e fauna d’elevatissimo interesse, rupi e ghiaioni pure popolati da specie rare e talora endemiche, ossia esclusive di territori assai ristretti, spesso esclusive dell’area del Parco.
Molti di questi habitat sono tutelati dall’Unione Europea per il loro elevato valore naturalistico.
Con un ricco capitale da conservare e condividere, il Parco delle Orobie Bergamasche è noto come uno dei territori a più ricca biodiversità a livello regionale, nazionale ed europeo.
La Commissione Ambiente Europea ha riconosciuto l’85% del territorio del Parco come parte della Rete Natura 2000, istituendovi Zone di Protezione Speciale (ZPS) e Siti d’Importanza Comunitaria (SIC) nei territori più ricchi di biodiversità.

I caratteri ambientali
Una delle particolarità del Parco è la sua ricchezza d’acqua: numerosi sono i laghi alpini, circa cento, soprattutto a cavallo tra le valli Seriana e Brembana; altrettanto numerose le cascate, di grande interesse ambientale, economico e turistico.
Tra tutte spiccano le Cascate del Serio, le più alte d’Italia e le seconde in Europa; dal Piano del Barbellino, posto alla testata della Val Seriana, le cascate si sviluppano, con tre salti successivi, precipitando da un’altezza di 315 metri.
In occasione delle aperture delle cascate, circa 10.000 mq d’acqua precipitano rombando dai dirupi, in un caratteristico anfi teatro montano contornato da splendide faggete.
All’abbondante presenza d’acqua, sono legati anche i caratteri d’estrema naturalità della Val Sanguigno, una delle più belle ed incontaminate zone delle Orobie. Altrettanto rilevante per peculiarità e bellezza è il massiccio carbonatico del Monte Arera, collocato al centro della fascia prealpina, che si contraddistingue in primis per la particolare ricchezza fl oristica. In questo sintetico panorama non si può inoltre dimenticare la Presolana, le cui pendici sono pure popolate da endemiti floristici e faunistici ampiamente noti agli specialisti di tutta Europa. A queste emergenze prettamente naturalistiche e paesaggistiche, nel Parco si aggiungono località significative anche da un punto di vista storico-culturale come la Val Taleggio, la Valtorta e la Val di Scalve. Quest’ultima, caratterizzata da numerose testimonianze dell’attività mineraria e metallurgica, è collegata alla Val Camonica dalla Via Mala, suggestiva strada scavata nella roccia per superare l’orrido del torrente Dezzo.

 
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