UOMO E AMBIENTE Antichi pastori, minatori e sacerdoti tra clima, foreste e pascoli dell’alta Valle Brembana – 13 aprile, Piazza Brembana

 

13 aprile 2018 – ore 21:00
Piazza Brembana (BG), via Roma 12

 

La serata, introdotta dalla sezione CAI di Piazza Brembana e dal Parco delle Orobie Bergamasche, presenterà le ricerche che il Museo Archeologico di Bergamo e il Consiglio Nazionale delle Ricerche – IDPA stanno conducendo alle alte quote alla testata della Valle Brembana, in comune di Carona. Qui dal 2007 sono in corso i rilievi delle centinaia di massi incisi e dal 2009 ricerche sulla storia del clima e dei pascoli negli ultimi 14 mila anni. Dal 2009, inoltre, vengono annualmente condotte indagini archeologiche in Val Camisana e ai Piani di Sasso, dove sorgeva probabilmente un villaggio minerario. Anche in questo caso lo studio archeologico è supportato da ricerche sull’impatto umano sull’ambiente, ottenute da una torbiera accanto al villaggio. Una ricerca avviata sulle incisioni rupestri si è così trasformata in un progetto multidisciplinare che sta dando risultati di grande interesse per la comprensione della storia delle interazioni tra uomo e ambiente dell’alta montagna orobica.

Gli interventi di Giulia Furlanetto (dottoranda presso l’Università Milano Bicocca) e Cesare Ravazzi (primo ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche – IDPA), si focalizzeranno sulla storia del clima e dell’ambiente a partire dal ritiro dei ghiacciai,  14 mila anni fa. Si è scoperta l’origine degli alti pascoli e la pratica dell’alpeggio, già a partire dall’età preistorica, attraverso lo studio del polline, delle spore fossili, dei frammenti di carbone e dei nutrienti, estratti dai sedimenti della Moia Armentarga, la più alta torbiera delle Orobie situata a 2345 m di quota.

A seguire Stefania Casini ed Enrico Croce illustreranno le ricerche condotte dal Civico Museo Archeologico di Bergamo lungo l’alto corso del Brembo, tra i 1900 e 2300 metri di quota. Punto focale di interesse per l’archeologia dell’area sono le incisioni rupestri, tra cui spiccano quelle del masso denominato Camisana 1: 30 mq di superficie istoriata dall’età del Ferro fino all’età contemporanea, con importanti, se non uniche, iscrizioni celtiche, testimonianze della presenza umana. Saranno inoltre presentate, in via preliminare, le indagini archeologiche condotte nel villaggio ai Piani di Sasso, che aprono nuove e importantissime prospettive di ricerca e di valorizzazione.

Oltre a presentare le novità ottenute dalle ricerche in un’area finora quasi sconosciuta all’archeologia e alla storia ambientale, si illustreranno le potenzialità che la Valle Brembana offre per le future indagini per la ricostruzione del rapporto dell’uomo con la montagna nel corso dei secoli e millenni passati.